La malattia di Alzheimer

L’Alzheimer è la più frequente forma di demenza nei paesi occidentali, è una sindrome neurodegenerativa cronica, in cui la persona malata perde progressivamente le funzioni cognitive quali memoria, capacità di esprimersi e di formulare pensieri coerenti; deficit ai quali si affiancano con modalità diverse un’ampia gamma di sintomi definiti con il termine di disturbi comportamentali come aggressività, vagabondaggio, allucinazioni e deliri, alterazioni del ritmo sonno-veglia ecc.
Tali deficit, che possono essere presenti già nelle prime fasi della malattia, si riflettono pesantemente sulle attività della vita quotidiana, determinando una grave e progressiva compromissione dell’autonomia e dell’autosufficienza.

Il Nucleo protetto IL LAGO

Camelot ha dedicato ai malati di Alzheimer un nucleo di 22 posti, riconosciuto dalla Regione Lombardia, con la finalità di fornire un supporto adeguato alle famiglie che si trovano a gestire una condizione così delicata. Il nucleo Alzheimer “il Lago” è organizzato per garantire agli Ospiti le necessarie condizioni di protezione e sicurezza, ed allo stesso tempo ritmi di vita e stimoli riabilitativi adeguati alle ridotte capacità cognitive e funzionali.
L’intervento sulla persona malata di Alzheimer è globale, Medici, Infermieri, Fisioterapisti, Educatori e Operatori Assistenziali lavorano in equipe con uno scambio costante di informazioni e con percorsi e strategie assistenziali condivise per garantire il benessere degli Ospiti e una costante continuità assistenziale con la famiglia.

Le caratteristiche dell’ambiente

Il Nucleo “Il Lago”è composto da 10 camere doppie e 2 camere singole climatizzate, dotate di servizi igienici e letti tecnologici, armadio e comodino personali.
Il reparto è completamente chiuso (con apertura a codice della porta di ingresso) ed è caratterizzato da ampi ed accoglienti spazi comuni per favorire e assecondare la deambulazione, dispone inoltre di una sala da pranzo e di una sala soggiorno dove vengono svolte le attività animative.
L’attenzione di 3SG al miglioramento continuo si è tradotta nell’anno in corso anche in interventi sull’ambiente per renderlo ancora più funzionale ed idoneo ad Ospiti così delicati. Lo spazio fisico ha infatti nel malato di Alzheimer una valenza terapeutica perché può promuovere la sicurezza, contenere la paura e facilitare l’orientamento. Il nucleo, dispone ora di un giardino esterno curato e privo di dislivelli pericolosi, con un’area pavimentata arredato con spazi piacevoli di sosta per il relax e le attività, un ambiente protetto e interamente recintato, dove gli Ospiti possono muoversi in tutta libertà e in tutta sicurezza.

Le Attività

Di fondamentale importanza sono i programmi, organizzati attraverso progetti personalizzati, discussi ed elaborati dall’equipe socio-sanitaria durante l’elaborazione del piano di assistenza individuale.
Pertanto, il Nucleo Alzheimer vede integrarsi in modo armonico interventi animativi, riabilitativi, di stimolazione cognitiva e di rinforzo temporo- spaziale, socializzanti e creativi.
Alcune delle attività proposte rientrano inoltre nelle terapie non farmacologiche finalizzate alla riduzione di alcuni dei disturbi del comportamento come il wandering (movimento afinalistico), l’affaccendamento, l’aggressività e l’agitazione psico-motoria, con conseguente riduzione del carico farmacologico e quindi con un miglioramento reale e sostanziale della qualità della vita.

La Musicoterapia:

Le sedute di musicoterapia sono volte ad integrare le funzioni affettive, fisiche, cognitive ed interpersonali, utilizzando tecniche ricettive e attive. Il musico-terapeuta interpretando canzoni e melodie del passato restituisce agli Ospiti fatti, episodi e circostanze altrimenti sommerse dalla malattia e perdute per sempre.
Gli Ospiti si scoprono ancora capaci di cantare e di provare piacere nel condividere un’esperienza di gruppo; ricordano e cantano i testi delle canzoni, partecipano e rispondono con logicità agli stimoli musicali.
Il canto, infine richiede uno sforzo di concentrazione, di attenzione, di espressione, di memoria; distrae da una situazione aggressiva, permette un controllo della respirazione e quindi il rilassamento.
Vengono inoltre forniti agli Ospiti semplici strumenti musicali come percussioni e maracas, che l’Ospite riesce a maneggiare e a suonare facilmente; durante l’esecuzione strumentale e il lavoro ritmico si riattivano e potenziano le capacità motorie e si acquista maggior autocontrollo e precisione nei movimenti

L’Arte-terapia:

Articolata in incontri settimanali con le arte-terapiste, durante i quali gli Ospiti possono esprimere le loro emozioni attraverso la pittura. Numerosi i benefici di questa attività, che sul piano psicologico crea situazioni che stimolano l’autonomia, la gratificazione, l’autostima e sul piano cognitivo mantiene la coordinazione e la motricità grafica, stimola la memoria e valorizza le abilità.

La Terapia della Bambola (Doll Terapy):

E' una terapia all’avanguardia, indirizzata ad affrontare diverse problematiche inerenti a disturbi del tono dell’umore, disturbi comportamentali o altre situazioni problematiche collegabili a evidenti difficoltà relazionali che mettono in risalto problematiche di gestione dell’ospite nella routine quotidiana. L’intervento con le bambole terapeutiche è collegato ad un concreto miglioramento delle condizioni globali dell’ospite, facilitando i diversi interventi socio/assistenziali e sanitari.
Le bambole terapeutiche provengono dalla Svezia e presentano caratteristiche particolari (peso, posizione delle gambe e delle braccia, dimensioni e tratti somatici) che attivano relazioni tattili e di maternage che favoriscono la gestione, e in alcuni casi la diminuzione, di disturbi del comportamento quali agitazione, aggressività, apatia e comportamento motorio non adeguato.
L’efficacia della terapia della bambola riguarda sia l’area comportamentale che quella cognitiva del paziente. La cura ha infatti come obiettivo la diminuzione dei disturbi del comportamento e in contemporanea,dove le capacità cognitive residue lo permettono, una stimolazione dei processi della memoria. Sollecitando, per esempio, la memoria procedurale grazie anche alla vestizione e svestizione della bambola, una modalità organizzativa che il paziente, in seguito, trasferisce su di sé con una stimolazione della memoria e della capacità attentiva.

Le attività di stimolazione cognitiva

Eseguita dall’educatore in sessioni di gruppo (5/6 Ospiti) oltre a rinforzare direttamente le competenze cognitive di tipo mnestico, attentivo e di pianificazione, facilita anche lo sviluppo di “strategie di compensazione” per i processi cognitivi lesi, e sostiene indirettamente la “riserva cognitiva” della persona.
Il programma di attività è finalizzato a stimolare le seguenti aree:

  • l’attenzione e la concentrazione (capacità d’osservazione anche prolungata e di ascolto attivo)
  • la logica (semplici rompicapi, paradossi, pensiero convergente)
  • la memoria (memory training, orientamento spazio-temporale)
  • la creatività (immaginazione, fantasia, pensiero divergente)

Vengono inoltre proposte attività animative, di carattere ludico-ricreativo come giochi, feste, video, laboratori e attività occupazionali finalizzate.

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